Come verificare i confini di proprietà

16.05.2019 16:09

Le liti tra due proprietari per motivi legati alla determinazione di un confine catastale, il più delle volte (purtroppo) si risolvono per vie legali, dopo anni di udienze, sopralluoghi dei Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU) e spese processuali esorbitanti o addirittura superiori al valore dei fondi stessi, mentre in alcuni casi (aimè) le liti degenerano in violenze fisiche vere e proprie.

L'esatta determinazione di un confine tra due o più proprietà è da sempre un argomento molto spinoso, che spesso non solo mette in contrasto i due proprietari terrieri, ma anche i rispettivi tecnici incaricati, a causa dei diversi "modus operandi".

Effettivamente, non tutti i professionisti adottano la medesima modalità di verifica, alcuni perchè non hanno la dovuta esperienza, altri perchè non conoscono affatto quale soluzione adottare caso per caso, con conseguenti errori nei calcoli topografici, e di conseguenza errate materializzazioni dei picchetti in campo.

In realtà, le diverse metodologie da seguire variano in funzione del confine da verificare, di come lo stesso è materializzato sul fondo (sempre che lo sia), dalla topografia dei luoghi, ma soprattutto da come è nato.

Quest'ultimo fattore è fondamentale, poichè la conoscenza di come è nato quel determinato confine influenza la scelta dei punti di appoggio da utilizzare e del tipo di rilievo da eseguire, oltre che della modalità di calcolo da svolgere in ufficio.

Esistono fondamentalmente tre tipologie diverse di confini:

  1. Confini presenti sulle mappe catastali fin dall'impianto;
  2. Confini generati in seguito ad allineamenti prima del 1988;
  3. Confini determinati secondo la circolare 2/88 con procedura pregeo.

Analizziamole tutte e cerchiamo di capire le differenze tra di loro:

La prima casistica, ossia confini d'impianto, è da utilizzare quando il confine da materializzare è presente sulle mappe catastali di origine. In questo caso occorre reperire uno stralcio della canapina originale (reperibile in catasto), ancora meglio se copiato su apposito lucido, le coordinate dei vertici del confine e dei punti di appoggio del rilievo.

Questa tipologia di verifica è solitamente eseguita mediante strumentazione topografica tradizionale (stazione totale) con calcolo di apertura a terra, nella quale si collima angolarmente un vertice trigonometrico lontano di coordinate note + almeno due spigoli di fabbricati presenti sulla mappa fin dall'impianto, anch'essi di coordinate note e preferibilmente nelle vicinanze del confine da ripristinare.

La seconda casistica (confini per allineamenti ante '88), consiste nel riportare sul terreno le misure relative agli allineamenti indicati negli atti di aggiornamento dell'epoca, utilizzando i medesimi punti partenza presenti sulle mappe.

Questa tipologia di verifica può essere eseguita sia con stazione totale che con i più modermi GPS.

La terza casistica (confini generati con procedura pregeo), prevede l'utilizzo degli stessi Punti Fiduciali utilizzati nel documento pregeo con cui le nuove dividenti sono state generate, utilizzando le medesime coordinate.

La strumentazione che più si presta per questa verifica è il GPS, ma può essere utilizzata anche la stazione totale.

Più in generale, a prescindere dalla casistica con cui un confine catastale nasce, è buona norma rivolgersi sempre a professionisti con esperienza in materia, che siano in grado di stabilire quale metodo utilizzare, ma soprattutto che abbiano il buon senso di cercare SEMPRE di conciliare le parti per una pacifica risoluzione della controversia.

Vi lascio con una bellissima citazione, che a mio avviso è una lezione di vita:

Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa. (N. Nur-ad-Din)

Indietro

Contattaci

Blog

<< 1 | 2

Contatti

Liccardo Fabio - Geometra
Viale dei Tulipani, 119
88100 CATANZARO

Tel. 0961-469154
Cell. 339-3024937

Geometra Fabio Liccardo © 2019

Crea un sito internet gratisWebnode